messaggio criptato


equilibrio troppo precario


Mi manca tanto B, mi manca la sua voce, i suoi capelli rossi, le nostre sigarette e gli sguardi di rimprovero, cantare le canzoni insieme, i nostri ‘greeve’, le nottate a guardare l’alba. È una mancanza felice, però, perché so che è una delle poche persone che non andranno via.

Sono le 23.57 e questa casa è troppo vuota e troppo piena. Piena di ricordi che non riesco e non voglio far affiorare ma che il mio subconscio percepisce. Esco, da sola, senza meta, senza piani se non quello di uscire dalla mia testa e dal mio corpo. Mi siedo su un muretto, quello dove ieri ero sdraiata senza forze con troppo alcol nel sangue. Lo stesso dove ti ho detto di mio padre e del suo alcolismo, dove ti ho raccontato della mia paura di diventare come lui. E ora rivedo tutta la violenza, tutto l’odio negli occhi che si portava addosso con tanta fatica a tanta stanchezza, lo rivedo in me. Su un muretto di fianco a me c’è una donna che agita la sua bottiglia di vino in aria; la sento così vicina. Dici che devo smetterla di passare le notti in giro per strada, che devo smetterla di rincorrere il pericolo. Ho bisogno di questo, io, per sentirmi viva. Devo rincorrere la paura, devo sentirla, devo poterla toccare, non riesco a distinguere ciò che è reale da ciò che è nella mia testa.

La solitudine resta il fondamento etico di ogni legame autentico.
Massimo Recalcati, L’uomo senza inconscio. (via psycho91vs)

Donne che si fanno male-Dusty Miller

La gente che cerca di consolarmi con frasi stereotipate non la sopporto. Sembra che stiano ripetendo alla maestra delle elementari la poesia delle vacanze di Natale, senza sentimento. Non ho bisogno della vostra pietà.

Oggi ho raccontato a F. il mio primo ricordo della mia vita. Ho sentito qualcosa in gola, il vomito che saliva, il sangue che scorreva nelle vene. Ho solo qualche flash sbiaditi da pochi giorni. È diventato un pensiero ossessivo. Vorrei che non fosse quello, il mio primo ricordo; vorrei fosse qualcosa di felice.

Anonimo asks: Ho notato che stai bevendo e fumando di meno. Sono contenta.

Beh ti ringrazio del gesto, anche se non è così, anzi.

Ora la smetto di ascoltarmi tutte le canzoni sull’erba che ascoltavo a dodici anni, lo giuro.

Sono a casa a studiare. madre è a casa a fare non so cosa e mi manda questi messaggi ambigui che mi fanno dubitare della sua sanità mentale (o della sua sobrietà)

Sono a casa a studiare. madre è a casa a fare non so cosa e mi manda questi messaggi ambigui che mi fanno dubitare della sua sanità mentale (o della sua sobrietà)

The sound of silence. 
(Ottobre 2013)

The sound of silence. (Ottobre 2013)

e i pensieri che non prendono forma dove sono andati a finire? io, dove sono andata a finire?

Il soggetto vuoto -clinica psicoanalitica delle nuove forme del sintomo

Voglio tornare feto e rimanere accoccolata per sempre nel grembo di mia madre.

Nulla è più difficile per un uomo della rinuncia ad un piacere già provato una volta. In realtà non possiamo mai rinunciare a qualcosa, possiamo solo sostituire una cosa ad un’altra.
—Sigmund Freud, Il poeta e la fantasia. (via psycho91vs)